100!

E siamo a 100 post. Non l'avrei mai detto.
Io, indegno giullare di corte, non posso che bearmi della vostra luce.
I Simpson - Stagione 7 (Edizione normale)
I Simpson - Stagione 8 (Edizione normale)
I Griffin - Stagione 2
I Griffin - Stagione 3
Capitan Harlock E L'Anello Dei Nibelunghi Vol. 2
The Shield (Stagione 1)
The Shield (Stagione 2)
Nebbia In Val Padana
Lungo La Valle Delle Bambole - Edizione Speciale
Bianco Rosso E Verdone
I Vicini Di Casa
Un Borghese Piccolo Piccolo
Beati I Ricchi
Supervixens
Beneath The Valley Of The Ultavixens
Up!
Faster Pussicat! Kill! Kill!
Motorpsycho!
Mondo Topless
Il Volpone
Una Storia Americana
Yuppies 2
Lui E' Peggio Di Me
Una serata del caffo

Io comunque devo dire una grandissima cosa. Se ripenso all'anteprima del concerto, dò ragione al mi nonnino al cento percento. Era vero che se stavo a casa avevo guadagnato molto di più. Nonnino avevi pienamente ragione, se t'avevo dato retta, nonnino. Nonnino scusa. Ora hai tutto il diritto di picchiarmi. Aspettami nonnino che ti paro il mio culino. Dammene tante, nonnino, che me le merito. Picchiami il culigno, le belle belle meline che si affliggono verso le tue manine dolce, tanto belline le tue manogne. Nonnino, ma belle le tue botte! Sfogati verso di me, nonnino, dammene di più. Se vuoi prendi un vinco per darmene. Fin'ora nonnino, non ci siamo capiti: picchiami di più, vecchiaccio. Va bene, così va bene. Mi raccomando nonnino. Dammene tante. No, nel culo no! Nel culo no! Nonnino, ti voglio bene! Nel culo no! Ti ho sempre amato per tutta la vita.
[REC] La Sposa Cadavere
Morire nel pop
Sabato al concerto dei Baustelle c'era un tipo che. Un tipo che madonna ragazzi.
Se ne stava su un gradone a centro pista, in piedi, appoggiato con le spalle ad una cassa. Era impossibile non vederlo. Era blasfemo non starlo a guardare.
"Guardatemi fiche. Guardatemi. Maledetto che sono. Fatemi l'amore. Fatemelo ora, subito, adesso."
Cantava, ma soprattutto moriva nel pop. Ci credeva, ma mica come noi: lui la musica se la scopava. Palpebre a mezz'asta, come Robert Mitchum. Espressione sofferente, a tratti incazzata, ma costantemente cazzuta. Come il miglior Lorenzo Lamas. Rabbia, gelo e male di vivere. Come nemmanco Fabrizio Frizzi.
"Fiche, vi stavo dicendo: fatemi l'amore. Anche in serata. Grazie."
Non guardava il palco direttamente, ma se ne stava di profilo, così da comprendere in uno sguardo pista e palco insieme. E così che pubblico e suonatori se lo potessero ammirare. Le casse che pompavano a pieno regime e lui lì con le orecchie attaccate, per stordirsi, per perdersi ancora. Mani in tasca, testa indietro, era stupendo. Cercava una luna che non c'era e intanto ci crepava nel fottuto pop. Oh yeah. E ce l'aveva col mondo. Si vedeva da lontano che lui da Marino Fa Mercato non c'era stato mai. Pop kills your soul.
"Al limite anche una sega dai. Scoccia? Aspetta. Ti faccio vedere gli addominali. Poi decidi, ok?"
Ne sono certo, durante La Canzone Del Riformatorio da quelle parti un cuore ha cessato di battere. Ho visto lacrime confuse con la pioggia nera. Erano lacrime di sangue e ghiaccio. Lacrime per lei, strappata alla vita, strappata a lui. Maledetti.
"Senti, te lo chiedo per piacere. Che non mi sento niente bene. Coff... coff... Visto?"
Appena terminato il concerto ha fatto l'unica cosa per lui possibile. E' sceso e, come se non ci fosse domani, è andato a comprarsi le spillettine dei Baustelle. Era indeciso se prendere anche quella nera. Forse era troppo. Ma poi l'ha presa. E questo perchè lui le cose o le fa al massimo, o non le fa.
Morire di pop. Morire nel pop. Morire all'interno di situazioni pop.
O comunque sentirsi niente bene.
Alessandro Gori
Le avventure di Gunther Brodolini

LA BARZELLETTA PERFETTA
Mentre stavo pranzando con i miei, mi era caduto per terra il tovagliolo e si era rotto in mille pezzi. Così il mio babbo si era risentito e aveva deciso di mettermi in castigo, ordinandomi di riordinare la mia stanza e di bere un bicchiere di veleno.
Avevo accettato sottomesso, complice un libello zen, ma una volta sbrigate queste faccende mi ero accorto di essere molto triste. Quindi, ad una certa ora, me ne sono andato in copisteria a godermi un po' il riscaldamento. E' lì che è successo l'inevitabile: ero appoggiato al muro e, non so come, mi è scappato di coniare una barzelletta. E' accaduto inaspettatamente, fra il lusco e il brusco, e mi sono sorpreso anche io. Appena me ne sono accorto ero nel panico, come impazzito. Sono uscito e ho subito iniziato a stare in silenzio. Solo che stavo in silenzio in maniera talmente esagerata, da dare molto nell'occhio fra la gente che passava, che guardavano tutti male. Ho trascorso ore in giro senza una meta, mirando il sole al meriggio, a riflettere se tenere questa barzelletta per me o condividerla con altri. Era quasi l'ora di merenda quando ho esclamato: "Mi sono rotto il cavolo! Me la tengo per me!". Poi mi è venuto in mente che fra i tanti tipi di neoplasie esiste purtroppo anche il tumore al pancreas, asintomatico e che difficilmente viene preso in tempo. Quindi mi son detto: chi sono io per tenere per me una barzelletta divertente, in un mondo in cui, come se non bastasse, esiste anche il tumore al pancreas, praticamente asintomatico? Ero quindi quasi deciso a renderla pubblica ma, perlappunto, quasi. Poi mi è venuto in mente che in questo mondo esiste pure un materiale come il calcestruzzo, così ho esclamato: "Eh no! Questo è troppo! Questa barzelletta io la dirò!". E, ho aggiunto fra me e me, non solo per la fama, ma anche per alleviare i dolori alle persone più sfortunate. D'altronde la barzelletta di un bambino può donare gioia, allegria e - ma solo a tratti! - buon umore. Così mi sono immaginato stanzoni pieni di persone tristi e senza ormai speranza. Malati, mutilati, gay, barboni, negri. Tutti buttati là così, in questi androni. E sarei arrivato io, e con questa barzelletta li avrei fatti sorridere, ridere, poi li avrei accarezzati, coccolati, e avrei fatto l'amore con le malate di malattie non infettive. Mi avrebbero accolto fra le loro carni livide, e magari il mio pistulino avrebbe secreto il tipico liquido blu proprio nel momento del loro trapasso. E spirando mi avrebbero sorriso, usando le loro ultime energie per fare le espressioni da donnacce, così farmi godere di più. Inquietudine!
Ma devo essere sincero, mi piaceva anche pensare che finalmente avrei potuto avere una rivalsa sui miei genitori, che non mi hanno mai apprezzato. Avrei fatto una scalata al successo, scrivendo libri e trattati su questa barzelletta, che avrebbero venduto anche più di Cento Colpi Di Spazzola Sulle Chiappe, il best sellers di Melissap. Sarei diventato un uomo di successo e insieme un benefattore, come Nicolae Ceausescu. E così l'avrei fatta pagare soprattutto al mio babbo, per la storia del tovagliolo ma non solo. Anche per quella delle carezze particolari. E i soldi guadagnati li avrei spesi tutti in Minipimer. Miliardi di Minipimer tutti per me! Che non mi sarebbero serviti a niente, ma li avrei comprati lo stesso, per fare l'annoiato, il maledetto, il dandy. Come Ceausescu.
Insomma non stavo più nella pelle. Così sono andato nelle zone più malfamate della metropoli tentacolare, per cercare un malato terminale a cui raccontare la mia barzelletta. Gira e rigira, ne ho trovato uno in Bastioni Gran Sasso: un uomo sulla quarantina, con un pigiama beige. Ero eccitato come non mai, la mia vita stava per cambiare! Così mi ci sono avvicinato e gliel'ho detta: "Sai qual'è il colmo per un elettricista?". E poi ho risposto: "La scossa!!!"
La volete sapere la reazione? S'è incazzato.
Asistolia
Le fil d'amour

Cari lettori, vi voglio esprimere un'avventura sul mio pistulino. La prima volta che mi facevo una bella sega, il mio grillino mi si inceppava, e quindi la pelle sotto alla cappella non mi andava nè in giù nè in sù. O che sarà? O che non sarà? Io mi reco subito alla Ivar Auto Spa del signor Gracciani eccetera. E lì espossi il problema della sega, a quel punto capii tutto che era benissimo rimediabile con una semplice impunturina nella bella cappella, ovvero tagliando il filino della sicura. Questo è un esame patologico che va effettuato soltanto quando il grillo è tutto scappellato al massimo, come quando penetra una miticissima fica. Quindi a questo punto chiamai il mio mammone e gli spiegai tutto il fatto e lei disse: "Ti opererò io! Il tuo coccologne!". A tal punto io chiaramente completamente nudo, io e la mia mammona andammo tutti e due in bagno. La mia mamma completamente tutta nuda, a culo gnudo, seduta sulla tazza del water sporco di piscio e io tranquillo, completamente nudo, mi sedetti sulle sue gambone totalmente nude. E all'inizio cominciai tutta ad accarezzarla tutta, dicendo: "Il mio mammone! Il mio mammone è qui tra di me!". E la mia mamma sa una sua tattica bella: prima della mitica operazione mi prese in bocca il pistulino come fosse una caramella all'orzo, le sue preferite, lo tenne in bocca per un minuto e io intanto giù l'accarezzavo nelle zone più malfamate, come accarezzo la criniera di un bel cavallo, e gli dicevo: "Il mio gnagnarone, ri-è qui fra di me!". Lei risponde: "El mi Walterino, che bell'omino che è fatto... che belle gambe diritte... che bel ginocchio, tranquillo... che bel culino... che bei coglioncini... che bella cappellina aguzza...". A quel punto lì essendo il pene estramemente rareffato, mia mamma sfoderò il colpo. Prende le forbici. Me lo scappella tutto e mi sta tagliando il filino dell'amore. Perchè lei m'ha sempre voluto bene. Quindi il filino è situato nelle zone grillari, fra la prima e la seconda membrana del gluteo, capillari, cellule e via discorrendo partono via insieme al biccico. Finalmente estratto. Lei mi dice: "Walterino, come sei stato? Come ti sei trovato? Come è andata il viaggio nel mio fichino? Ti sei divertito? Non fare tardi!". E poi essa mi dice: "Ricordati una cosa: io t'ho sempre voluto tanto bene. Quando la mamma non ci sarà più ricordati le cosino buone che ti ho detto, le ricette delle crostate sono nell'anta del mettitutto, perchè Walterino io non mi sto sentendo punto bene. El mi mammone coccologne! Walter, una cosa da dirti importante: alla Crai, non comprare mai la Coca Cola, perchè fa male, fa molto male, ma bevi la Fanta che è spremuta d'arancia, un sintomo estremamente scaltro di sincerità, roba genuina, schietta. Addio Walter. Addioooooooooo...".
La mamma morì il lunedì sera, alle otto e mezzo, sopra la tazza del water. Con lei c'erano due persone, il mitico Ghellani e l'elettricista Granai. Finalmente anche loro gli diedero l'addio. E rimasero partecipi alla mitica successiva operazione e poi il funeralone.
Mamma, io ti voglio dire tante belle cose, panforti, ricciarelli, perchè tutto a un tratto qui a casa nostra è Natale. Mamma voglio dirti una delle ultime cose: finalmente ora potrò fare l'amore completamente nudo, penetrazione inclusa eccetera. Ora io mamma potrò finalmente scopicchiarmi delle belle fanciulle e mettere al mondo il figliolo di Rodolfo Ghellani. O con le mie manine toccare la tua fichina fresca, bacata, di mamma. Bella manza costì. Mamma io non ti scorderò mai più, sarai sempre nei miei mitici cuori e quindi ti devo dire una cosa molto importante. Io mamma, insieme al Biliotti, ti ho sempre voluto bene. Un mondo di bene che non finisce mai più. Ciao.
Walter Tranfolanti
Weekend
WEEKEND
è arrivato
il weekend da non perdersi
il millesimo di una vita
quello giusto quello lì
quello che cambia tutto
venerdì sabato domenica
l'amore assoluto
tutto quel che sognavamo
l'amore forever
la più bella della classe
complicità e limonare
scopare e amarsi
finalmente è arrivato
e ci salva proprio tutti
niente pub niente film
niente zuccherato niente
(Alessandro Gori)




